Da Foligno alle Fonti del Clitunno visitando Trevi e dintorni

Il percorso che si propone ha come punto di partenza la città di Foligno, che stupisce il turista per la ricchezza di testimonianze storico-artistiche, e prevede la visita ai luoghi più significativi in direzione di Trevi, per giungere infine alle Fonti del Clitunno.

Per informazioni e prenotazioni dell’itinerario guidato:

Emanuela Cecconelli
Guida Turistica dell’Umbria
Tel. 349.3149786
email: emanuelacecconelli@libero.it

 
FOLIGNO

Si arriva a Foligno, dove si può seguire il seguente percorso:
Passeggiata attraverso porta Romana e Corso Cavour.

Visita alla Cattedrale di San Feliciano e alla Piazza della Repubblica.

L’edificio religioso, che conserva due splendide facciate romaniche risalenti al 1133 e al 1201, presenta un interno in stile neoclassico rinnovato su disegno dell’architetto Luigi Vanvitelli, modificato dal suo celebre allievo Giuseppe Piermarini, che a Foligno ebbe i suoi natali.

Visita a Palazzo Trinci.

Antica dimora della famiglia Trinci, che governò Foligno dal 1305 al 1439, rappresenta il fiore all’occhiello della città: al suo interno, oggi adibito a Museo Civico (sezione archeologica, Pinacoteca e spazi espositivi per mostre temporanee), si può ammirare un complesso e affascinante ciclo pittorico a soggetto profano eseguito dal grande pittore tardogotico Gentile da Fabriano e collaboratori (1411-1412): la Loggia con la storia della fondazione di Roma, la Sala delle Arti e dei Pianeti, il Corridoio con le Età dell’Uomo e i Nove Prodi, la Sala dei Giganti, la Cappella con le Storie di Maria (quest’ultima decorata nel 1424 da Ottaviano Nelli da Gubbio), ma anche la splendida Scala Gotica, che fa parte della parte più antica del Palazzo, sono degli spazi che permettono di calarsi in un’atmosfera unica, quella del raffinato mondo delle corti signorili italiane.
Passeggiata lungo il Portico delle Conce.

Suggestiva area di insediamento delle concerie sin dal Medioevo, si sviluppa lungo il canale dei Molini finendo a ridosso del mulino di Sotto.

Visita all’Oratorio della Nunziatella.

Pregevole esempio di architettura rinascimentale, il santuario cittadino venne eretto fra il 1490 e il 1494 per proteggere ed onorare un’immagine della Madonna Annunziata ritenuta miracolosa. Conserva, fra le altre decorazioni, un affresco del Perugino (Pietro Vannucci), raffigurante il Battesimo di Gesù sul fiume Giordano.

 

 

 

Visita alla Chiesa di Santa Maria Infraportas [attualmente chiusa per restauro].

E’ considerato il più antico edificio religioso cittadino e rappresenta un notevole esempio di architettura romanica; conserva al suo interno la Cappella dell’Assunta (luogo dove, secondo la tradizione, i Santi Pietro e Paolo celebrarono l’Eucarestia), con resti di affreschi del XII secolo, ai quali si aggiungono numerosi dipinti sulle navate laterali, da attribuirsi, fra gli altri, ai pittori rinascimentali Nicolò Alunno e Pierantonio Mezzastris.
Visita alla ex Chiesa di San Domenico.

Consacrata nel 1351, la chiesa, oggi adibita ad Auditorium in seguito ad un sapiente progetto di ristrutturazione (e quindi sede di congressi, spettacoli, concerti e iniziative culturali in genere), conserva lungo le pareti interessanti frammenti di affreschi eseguiti da pittori locali e forestieri fra il XIV e il XVI secolo, fornendo una suggestiva antologia dell’arte e della devozione religiosa della città.

Visita alla casa – bottega del pittore Nicolò Alunno.

Si tratta degli spazi che negli anni ‘70 del XV secolo furono abitati dal grande pittore rinascimentale Nicolò Alunno. Di particolare interesse è il vano adibito dall’artista a bottega pittorica, le cui pareti conservano un ricco ed affascinante repertorio di graffiti con scritte, schizzi, disegni, appunti di vario genere: un vero e proprio spaccato sulla realtà quotidiana dell’arte e della bottega di un pittore attivo nel XV secolo.
Visita alla Chiesa di San Francesco (Santuario della Beata Angela)

L’edificio religioso, annesso al convento che sin dal XIII ospitò una comunità di seguaci di San Francesco, è oggi noto soprattutto come santuario che custodisce le spoglie mortali della Beata Angela, la grande mistica vissuta a Foligno fra il 1248 e il 1309, venerata nel mondo con il titolo di Beata e Magistra Theologorum (Maestra dei Teologi).
A soli 6 Km da Foligno, raggiungibile con l’auto in pochi minuti, si può visitare la splendida
Abbazia benedettina di Santacroce a Sassovivo
Immersa in un intatto paesaggio naturale, fu fondata da eremiti benedettini verso il 1070 e divenne ben presto una struttura economicamente assai importante, anche grazie a numerose donazioni ed attribuzioni di territorio.

Nella seconda metà del ’400 , passata ai Benedettini olivetani, l’abbazia cominciò a decadere e nel 1860 fu soppressa e demanializzata. Ora è sede della Comunità Jesus Caritas del Padre Foucauld.

Il fiore all’occhiello della struttura architettonica è il prezioso chiostro romanico, opera del maestro romano Pietro de Maria del 1229, composto di 128 colonnine binate o a spirale, sorreggenti 58 archi a pieno centro e una solenne trabeazione classica con marmi colorati e due liste di mosaici decorati.

Si possono inoltre visitare la chiesa e la Loggia detta del Paradiso, con frammenti di affreschi monocromi di scuola folignate del primo Quattrocento. Nelle immediate vicinanze sorge la piccola loggia quattrocentesca che protegge la cosiddetta “cripta del beato Alano”, del XI secolo, residuo del primo nucleo dell’insediamento benedettino. Da quest’area, nota anche per la fonte “Sassovivo”, si possono fare piacevoli passeggiate lungo alcuni sentieri, che si inoltrano in una vasta lecceta secolare.

 

Da Sassovivo si può procedere, prendendo la via Flaminia, nei pressi della quale si trova la suggestiva
Chiesa di Santa Maria di Pietrarossa
Le sue pareti, sia interne che esterne, sono interamente coperte da affreschi votivi di varie epoche. La maggior parte di questi dipinti – fra i quali spiccano quelli eseguiti dal pittore Bartolomeo da Miranda, raffigurano la “Madonna col Bambino”, e costituiscono la testimonianza tangibile della devozione popolare nei confronti di questo suggestivo luogo di culto. Il nome della chiesa deriva da una pietra rossiccia, murata sul secondo pilastro di destro della navata centrale, con al centro un foro, da cui probabilmente sgorgava acqua in una utilizzazione precedente; una tradizione antichissima, forse risalente al paganesimo, attribuiva A quest’acqua poteri taumaturgici nella cura della infertilità.
Si prosegue sulla Flaminia e si giunge a

 

TREVI
Suggestivo borgo sorto su una collina che guarda la via Flaminia, circondato da uliveti, Trevi conserva l’aspetto assunto in epoca medievale, con mura che contengono l’abitato raccolto nella tipica forma a chiocciola. Gli stretti vicoli in pendenza, le costruzioni in pietra rosa calcarea, le piccole piazze su cui si affacciano i fronti delle chiese, conferiscono a Trevi l’aspetto di caratteristico “centro umbro”.
Da Piazza Garibaldi si percorre via Roma per arrivare a Piazza Mazzini, dove sorge il Palazzo Pubblico con la Torre del Comune; poco oltre, passando per via Riccardi si raggiunge il Duomo, dedicato a Sant’Emiliano, notevole soprattutto per le sue strutture esterne, che conservano l’aspetto della primitiva chiesa romanica. Di fronte alla cattedrale è la sede del Trevi Flash Art Museum, che ospita mostre di arte contemporanea. Da Piazza Mazzini parte anche via San Francesco, che conduce all’ interessante complesso edilizio appartenuto ai frati minori, oggi adibito a Museo Comunale, che merita di essere visitato per le opere d’arte che conserva, ma anche per la possibilità di osservare la ex chiesa di San Francesco e di percorrere la sezione intitolata “Museo della civiltà dell’Olivo” , il cui itinerario consente al visitatore di conoscere curiosità ed aspetti riguardanti l’olio d’oliva, uno dei prodotti tipici di Trevi.

Allontanandosi dal nucleo abitativo, merita sicuramente una visita l’imponente Santuario della Madonna delle Lacrime, tipico esempio di edificio religioso rinascimentale eretto per proteggere e venerare un’immagine ritenuta miracolosa, divenuto poi meta di pellegrinaggi. Vi si conservano importanti opere d’arte, fra cui due dipinti del Perugino e dello Spagna.
Da Trevi una suggestiva strada immersa negli uliveti giunge alla
Chiesa di San Pietro a Bovara
Costruita nel XII secolo, custodisce un prezioso crocifisso, di fronte al quale San Francesco avrebbe trascorso la notte in preghiera (in realtà il manufatto è del 1330 circa) – con l’annessa abbazia benedettina, attualmente di proprietà privata.
Proseguendo, a destra si scorge l’elegante edificio noto con i nome di
Tempietto del Clitunno
Costruzione paleocristiana, realizzata secondo alcuni fra IV e inizio del VI secolo, secondo altri nell’VIII-IX, ha la forma di piccolo tempio con quattro colonne sulla fronte sorreggente timpano triangolare, sul cui fregio si legge l’iscrizione dedicatoria al Dio degli angeli; i frontoni sono ornati di decorazioni con grappoli d’uva e con una croce monogrammata. L’interno è caratterizzato da una piccola abside su cui rimangono conserva all’interno gli affreschi sacri più antichi dell’Umbria,risalenti alll’VIII secolo: un Cristo Pantocrator fra i Santi Pietro e Paolo e angeli.
Poco più a sud, sempre sulla destra si accede alle famose
Fonti del Clitunno
Dedicate al Dio Clutumno, personificazione del fiume che qui pronunciava i suoi oracoli, queste acque di suggestiva bellezza, vero gioiello naturalistico dell’Umbria, erano già famose in epoca romana, al punto da essere celebrate da Properzio, Plinio e Virgilio nei loro scritti. In tempi più recenti sono state cantata da poeti come Byron e Giosuè Carducci, pittori come Corot. Sgorgano dalle fratture della roccia e vengono raccolte in un delizioso laghetto. Qui polle d’acqua circondate da una lussureggiante vegetazione creano un ambiente di rasserenante bellezza.

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